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BUONE VACANZE
OFNEWS RITORNA IL 2 SETTEMBRE


COVER STORY

UniCredit e Intesa Sanpaolo, le esposizioni nell'Europa dell'Est paese per paese
L'esposizione delle grandi banche italiane nei paesi Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) non è allarmante, dicono i banchieri.  UniCredit ha in portafoglio titoli Pigs per 1,6 miliardi, Intesa Sanpaolo per quasi 1,1, Mediobanca per 400 milioni, Monte dei Paschi di Siena (Mps) per 350 milioni, Banco Popolare per 244 milioni. Sono cifre sostenibili. Ma il rischio d'insolvenza non si ferma a questi paesi. La preoccupazione che anche l'Ungheria possa essere travolta da un default ha acceso i riflettori sugli Stati dell'Europa dell'Est. Guardiamo dunque il peso di quest'area sui principali istituti  italiani. Gli undici gruppi bancari che nel rendiconto del primo trimestre 2010 pubblicano dati sull'esposizione verso i paesi dell'Est finanziariamente più fragili sono UniCredit e Intesa Sanpaolo. Ne dà conto l'Analisi trimestrale dei bilanci di R&S-Il Sole 24 Ore. Analizziamoli. In Europa centro-orientale l'UniCredit guidata da Alessandro Profumo ha realizzato tra gennaio e marzo di quest'anno 1,5 miliardi di ricavi (il 22% dei ricavi totali del gruppo) contro i 2,3 miliardi realizzati in Italia, Germani e Austria nel settore retail (pari al 34% del totale di gruppo). A questa cifra hanno contribuito la Polonia per 436 milioni,, la Turchia per 267, la Russia per 137, La Croazia per 134, la Repubblica Ceca per 83, l'Ungheria e l'Ucraina per 77 a testa e la Romania per 75. I profitti di UniCredit prima delle imposte generati nel primo trimestre 2010 nei paesi dell'Europa centro-orientale hanno raggiunto i 438 milioni di euro, pari al 42% dei profitti ante-imposte dell'intero gruppo, contro i 91 milioni maturati nei paesi tradizionali, ossia Austria, Germania e Italia
di Giuseppe Oddo
– Il Sole 24 Ore
blog
gioca con IWBANK

ECONOMIA & FINANZA

L'asta Bce e JP Morgan rassicurano le banche italiane
Dopo che ieri gli istituti bancari avevano preso a prestito solo 131,9 mld di euro, oggi 78 istituti ne hanno chiesti altri 111,2 mld, nella parte alta della forchetta delle previsioni. L'esito delle due aste sembra indicare che il sistema bancario versi in una situazione migliore del previsto quanto a liquidità, ne è convinta anche JP Morgan in riferimento alle banche dello stivale il cui focus è sul controllo dei costi e sulla qualità degli asset. Bpm, BP e Ubi Banca virano al rialzo a piazza Affari
– Milano Finanza
libero

La Corte Ue boccia le agevolazioni fiscali per le fusioni. Stangata in arrivo per le banche italiane
Le banche italiane dovranno restituire al Tesoro le agevolazioni fiscali sulle operazioni di consolidamento, introdotte dalla legge 'Amato' del 1990. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha definito aiuto di Stato, e in quanto tale incompatibile con le norme comunitarie, il regime di riallineamento fiscale italiano del 2003, adottato a seguito della legge del 1990. Con l'obiettivo di razionalizzare le attività bancarie in Italia e, soprattutto, di permettere alle banche pubbliche di assumere la forma di società per azioni, la legge 'Amato' ha introdotto un regime fiscale che facilitava i conferimenti di attivi di questi organismi ad imprese di credito private esistenti o di nuova costituzione. Il sistema prevedeva l'assenza di riconoscimento fiscale - e quindi la sospensione dell'imposizione - dell'85% del plusvalore realizzato al momento dei conferimenti. Successivamente, in Italia sono stati istituiti diversi regimi di riconoscimento fiscale, attraverso una tassazione a tariffa ridotta, di plusvalenze in tal modo sospese
– Il Sole 24 Ore
libero

Asta Bce ben oltre le attese, assegnati 111 miliardi di euro
L'operazione di regolazione della liqudità bancaria (fine tuning) da parte delle Bce é andata ben oltre le attese del mercato. L'Eurotower ha, infatti, collocato 111,23 miliari di euro a 6 giorni al tasso fisso dell'1%. Hanno richiesto e ottenuto i fondi richiesti tutte le 78 banche che hanno partecipato all'operazione. Oggi era un giorno importante per il mercato monetario, in quanto le banche erano chiamate a restituire alla Bce 442 miliardi ricevuti 12 mesi fa. Ieri, nell'operazione di rifinanziamento a 3 mesi, le banche avevano richiesto 131,9 miliardi di euro, un importo decisamente inferiore a quello atteso dal mercato (150-250)
– Il Sole 24 Ore
libero

La riforma finanziaria ottiene il disco verde dalla Camera. Vittoria del presidente Obama
La Camera dei rappresentanti ha approvato la versione finale della più vasta riforma del sistema di regolamentazione finanziaria negli Stati Uniti dagli anni Trenta, lasciando al Senato il compito di completare questo processo. Il presidente Barack Obama aveva ribadito alla vigilia del voto che il progetto di legge dovrà 'impedire una crisi' come quella del 2007-2009. 'Il voto di oggi è una vittoria per tutti gli americani che sono stati travolti da imprudenza e irresponsabilità che hanno condotto alla perdita di milioni di posti di lavoro', ha poi detto il Presidente dopo il voto. 'La festa è finita' per Wall Street, aveva commentato da parte sua il presidente della Camera Nancy Pelosi prima dell'adozione del testo, con 237 voti a favore e 192 contrari
– Il Sole 24 Ore
libero

Successo per l'asta dei bond spagnoli, ma l'allarme di Moody's spaventa le Borse
Sono in calo i futures sugli indici della Borsa statunitense, trascinati giù dalla crisi dei debiti sovrani in Europa e dai timori su un rallentamento della crescita economica in Cina. Il contratto sul Dow Jones perde lo 0,2% a 9.695 punti, quello sullo S&P 500 cede lo 0,3% a 1.023,7 punti mentre i futures sul Nasdaq-100 arretrano dello 0,4% a 1.731 punti. Il mercato è tuttavia in attesa dei dati sul settore manifatturiero e sull'andamento del mercato immobiliare negli Usa. Le agenzie di rating tornano a creare trambusto sui mercati europei, oggi è stata Moody's, che ha messo sotto osservazione la Spagna ventilando possibili declassamenti: ll paese iberico rischia di perdere il prestigioso rating tripla A
– Il Sole 24 Ore
libero

Borse, un'altra giornata nera. L'Europa brucia 118 miliardi
Dopo il recente "martedì nero", ancora uno scivolone per le Borse europee: l'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei titoli a diversa capitalizzazione dei listini del Vecchio Continente, ha ceduto il 2,47%, che equivale a 118 miliardi di capitalizzazione bruciati in una sola seduta. Le Borse europee hanno sofferto per la debolezza di Wall Street e per i brutti dati macro Usa, dove si è registrato un inatteso aumento delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, mentre si è confermata la debolezza del settore immobiliare. Ad aumentare le preoccupazioni degli investitori circa la sostenibilità di alcuni bilanci pubblici europei è arrivata anche la decisione di Moody's di mettere sotto osservazione il rating della Spagna, ventilando possibili declassamenti. Male tutti gli indici di settore, con ribassi più marcati per auto, bancari, risorse di base, assicurativi, costruzioni, energetici e beni personali. A Milano Ftse Ita All -1,91% e Ftse Mib -1,91%, a Parigi Cac40 -2,99%, a Francoforte Dax -1,81%, a Londra Ftse100 -2,26% e a Madrid Ibex35
– La Stampa
libero

Wall Street tocca i minimi dell'anno penalizzata da immobiliare e industria. Sprint dell'euro
Deludenti dati arrivati dai settori immobiliare e manifatturiero negli Stati Uniti hanno affossato l'andamento delle Borse europee (che hanno chiuso in netto ribasso) e di Wall Street che nel corso della seduta è caduta sui minimi dell'anno. A fine giornata il Dow Jones ha perso lo 0,44% a 9.730,79 punti, il Nasdaq lo 0,37% a 2.101,36 punti mentre lo S&P 500 ha perso lo 0,33% a 1.027,29 punti. In mattinata i mercati azionari hanno risentito anche della decisione di Moody's di mettere sotto osservazione il debito della Spagna e dai negativi dati macro arrivati dagli Stati Uniti
– Il Sole 24 Ore
libero

Goldman non fornisce i dati sul business dei derivati
Goldman Sachs si è rifiutata di fornire alla Commissione del Congresso americano, che sta indagando sulle cause della crisi finanziaria, informazioni sui guadagni realizzati dalle operazioni sui derivati. Una condotta che ha molto contrariato Brooksley Born, che guida la commissione bipartisan, che ha subito fatto notare come la banca sia stata l'unica a comportarsi in questo modo. Altre società infatti non hanno avuto difficoltà a fornire alle autorità lo stesso tipo di informazioni
– Il Sole 24 Ore
libero

Doris: 'Colloqui con Banca Sara Si può firmare entro novembre'
Mediolanum continua a parlare con Banca Sara e punta a chiudere l'acquisizione, in caso la trattativa dovesse andare a buon fine, 'entro novembre'. Lo ha spiegato Ennio Doris, numero uno di Mediolanum, in occasione dell'incontro con 1.300 clienti in un hotel a Roma. 'Stiamo parlando, se si concluderà o no è da vedere; stiamo guardando i dati, i ricavi, i costi'. La vera sfida, secondo Doris, è capire se Mediolanum può infondere la sua cultura d'impresa in un'altra realtà e, in questo caso, se l'acquisizione di banca Sara andrà in porto, potrà essere 'un test'
– il Giornale
libero

Consob. Appello finale per trovare il presidente
Occorre un colpo d'acceleratore sulla strada che porterà alla scelta del nuovo presidente della Consob dopo il passaggio di Lamberto Cardia al vertice delle Fs. Mentre il viceministro Giuseppe Vegas sembra guadagnare lunghezze rispetto ad Antonio Catricalà (nella foto, oggi alla guida dell'Antitrust) si avvicina l'ultima possibilità per chiudere la partita prima delle feri
– il Giornale
libero

Manager bancari, accordo europeo per limitare i loro stipendi
E'stato oggi raggiunto un accordo tra il Parlamento europeo e i 27 paesi Ue sulla stretta per i bonus dei manager delle banche. L'intesa partirà dal prossimo anno e metterà fine all'attuale sistema di remunerazione dei dirigenti del settore finanziario. L'Europarlamento da parte sua sottolinea che quello europeo sarà il primo tetto sul pagamento dei dirigenti bancari a livello mondiale. Il pacchetto di nuove regole - che passerà alla assemblea plenaria di luglio - prevede che i bonus dei manager bancari non dovranno superare il 50% della remunerazione totale e dovranno essere pagati solo quando la banca avrà incassato i profitti: dunque, non più sulla base di previsioni
– la Repubblica
libero

Auto. Pomigliano, contatti tra Fiat e sindacati. Vendite auto ancora giù
Potrebbe coincidere con giovedì o venerdì della prossima settimana la ripresa del tavolo su Pomigliano tra la Fiat e i sindacati che hanno sottoscritto l'intesa promossa al referendum dalla maggioranza dei dipendenti. Nel frattempo i leader delle organizzazioni e il Lingotto sono in continuo contatto allo scopo di preparare il terreno in vista del vertice. Tra le proposte in discussione resta quella di creare una Newco da parte della Fiat, idea che suscita molte perplessità tra i sindacati. C'è anche chi premerebbe perché una soluzione per Pomigliano sia trovata nel momento in cui Sergio Marchionne darà concretamente il via allo spin-off del gruppo. Ieri, intanto, l'assemblea Fiom, riunita a Pomigliano, ha condiviso la volontà del segretario Maurizio Landini di riaprire la trattativa con Torino, ma nel rispetto del contratto nazionale del lavoro e delle leggi
– il Giornale
libero

Crollano gli investimenti nel 2009: -12,1% peggio della crisi del '93
Crollano gli investimenti fissi lordi: nel 2009 hanno registrato una diminuzione del 12,1% in termini reali, accentuando la fase di contrazione iniziata nel 2008 (-4,0%). Lo fa sapere l'Istat, in uno studio. Si tratta di un livello mai raggiunto prima, almeno a partire dal 1970, inizio delle relative serie storiche, e paragonabile solo al calo registrato durante la precedente crisi del 1993, quando si raggiunse un -11,5%. La diminuzione della spesa in beni capitali nel 2008 e nel 2009 ha interessato tutti i settori dell'economia: agricoltura, industria e servizi
– la Repubblica
libero

Alitalia. INDISCRETO
Che rapporto c'è tra ad di Alitalia, presidente e azionisti? L'impressione, per esser buoni, è di una strana confusione. Un mese fa, l'annuncio di Roberto Colaninno della possibile necessità di 'nuovi finanziamenti' nel 2011, nonostante l'ad Rocco Sabelli avesse appena dichiarato una cassa 'sopra la soglia di sicurezza'
– il Giornale
libero

Enel vende in Spagna le reti di Endesa e incassa 1,4 miliardi
La spagnola Red Eléctrica acquisterà la rete elettrica ad alta tensione di Endesa, la controllata iberica di Enel, per 1,411 miliardi di euro. L'operazione, obbligatoria per la normativa spagnola, trasferirà a Ree linee ad alta tensione operative o in costruzione situate principalmente nelle isole Baleari e Canarie. Secondo l'ad del gruppo Enel, Fulvio Conti, il contratto permette all'azienda italiana di raggiungere così i suoi target di riduzione dell'indebitamento: questo ammontava a 51 miliardi a inizio 2010 e, secondo i piani, scenderà a 45 miliardi a fine anno. Le parti hanno contestualmente anche firmato un accordo di disponibilità e assistenza tecnica per un importo di 66 milioni, valido quattro anni. In una successiva nota, Enel dice che 'l'accordo di cessione ha per oggetto sia asset in servizio (per 1,27 miliardi), per i quali è prevista già nel 2010 una specifica remunerazione a titolo di trasmissione dell'energia elettrica, sia asset in fase di costruzione (per 142 milioni) e che entreranno in servizio nel corso del 2010, per i quali è prevista analoga remunerazione a titolo di trasmissione dell'energia elettrica a partire dal 2011'
– il Giornale
libero

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AFFARI PERSONALI

La tutela incompiuta. Ci sono ancora troppe pratiche in conflitto con la correttezza del servizio al cliente. L'industria dei fondi paga le inefficienze
Puntualmente, in occasione della relazione annuale della Consob, l'autorità di vigilanza sul mercato, si torna a parlare di tutela degli investitori. Un principio fondamentale per il corretto funzionamento dei mercati finanziari, ma che ha necessità di essere continuamente ribadito, perché non è ancora completamente realizzato. La direttiva comunitaria sui servizi finanziari, Mifid, seppur non perfetta (è prevista una sua revisione quest'anno) ha dato un'arma in più all'autorità di vigilanza. Come ha detto il presidente, Lamberto Cardia, nel suo discorso al mercato finanziario lunedì 28 giugno in Borsa italiana, la Consob ha operato in forma preventiva per favorire l'adozione della regolamentazione presso gli intermediari e ha effettuato delle verifiche ispettive, tra gli altri, sui cinque principali gruppi bancari italiani per accertarne l'osservanza
– Morningstar
libero

Bollettino Etf. In breve, le ultime novità nell'industria degli Etf
Dal 2 luglio saranno negoziati su Borsa Italiana due nuovi ETF double short di Lyxor: il Lyxor ETF Daily Double Short Bund (basato sul Bund Future) e il Lyxor ETF Daily ShortDAX x2 (basato sul DAX) che, in caso di ribasso dei mercati, si prestano per essere usati sia in un'ottica speculativa sia in un'ottica di copertura.  Salgono così a 88 gli ETF quotati su Borsa Italiana da Lyxor (Société Générale) che, anche nel 2010, si è confermato il 1 emittente di ETF in Italia per Contratti (66%), Controvalore (58%) e Patrimonio (45%)
– Morningstar
libero

Tariffe biorarie, un'occasione ma l'insidia è dietro l'angolo
Si annuncia come una rivoluzione a favore dei consumatori, ma l'insidia si nasconde dietro l'angolo. Da oggi per oltre 4 milioni di famiglie il costo dell'energia elettrica sarà calcolato in base alle nuove tariffe biorarie 1: più convenienti la sera, la notte e i festivi e più alte nel corso della giornata, quando domanda e costo dell'elettricità sono effettivamente più elevati. Come spiegato dall'Autorità per l'energia e il gas, 2grande "sponsor" del cambiamento, si tratta di un provvedimento dettato dalla necessità di imporre criteri di equità nei pagamenti. "I prezzi biorari - spiegano dall'Authority - consentono di pagare l'elettricità consumata nei diversi momenti al suo giusto valore: fino ad oggi, invece, con un unico prezzo indifferenziato, chi usava l'elettricità nelle ore a basso prezzo pagava anche una parte dei costi di chi consuma nelle ore più costose"
– la Repubblica
libero
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SPECIALE LA RIVOLUZIONE DEI CONTI

Primi successi (e dubbi) degli Isc
Ha finalmente svelato l'inganno: i cosiddetti conti 'tutti a zero', in realtà, di spese ne hanno. Il merito è del nuovo Isc introdotto da Bankitalia, l'indice sintetico di costo che definisce il costo totale del conto corrente a fine anno. Ma attenzione, perchè gli Isc spesso non sono così facili da interpretare e, soprattutto, rischiano di rendere prodotti diversi difficilmente confrontabili. Ad un mese dall'introduzione della normativa, ecco tutti i primi dubbi sul nuovo indice
– Le News di Of
libero

L'Isc? È ottimo. No, ci penalizza
Secondo alcuni l'Isc, l'indice che definisce il costo di un conto, è complicato e di difficile comprensione. Per altri, invece, è un importante passo in avanti verso la confrontabilità dei conti correnti. Altri ancora si sentono penalizzati, mentre alcuni lavorano già per fornire una consulenza ai clienti che li aiuti a utilizzarli al meglio. Of ha chiesto un giudizio sulla nuova norma introdotta da Bankitalia a 10 manager. E ha scoperto che oggi le banche pensano che questi confronti...
– Le News di Of
libero

Isc. Come lo stanno applicando
Dal 26 maggio è obbligatorio per tutti. E tutti gli istituti di credito hanno dovuto adeguarsi all'entrata un vigore della normativa sugli Isc, aggiornando prima di tutto, i fogli informativi. Ma cosa stanno, concretamente, facendo le banche? Come è stata aggiornata la documentazione? L'indice è stato calcolato da tutte le banche per tutti i 6 profili indicati? Sono state lanciate delle novità? Of è andato a scrutare dietro le quinte per vedere come si sono comportati 7 istituti di credito. Ecco cosa ha scoperto
– Le News di Of
libero

Intanto nascono nuovi conti: per nonni e nipoti
Concorsi a premi con estrazioni finali del sogno dell'estate 2010: l' iPhone e l'iPad. Oppure di un mito di sempre: il Range Rover. Raccolte punti con premi a scelta tra prodotti hi-tech, per lo sport e il tempo libero. E ancora, buoni sconto e promozioni per viaggi e vacanze. Sono tutti i regali associati ai conti correnti. E per portarli a casa (a volte) non serve nemmeno essere clienti della banca. Ecco le ultime novità. Ma attenzione alla data di scadenza. E alla privacy...
– Le News di Of
libero

Il conto con il regalo
Concorsi a premi con estrazioni finali del sogno dell'estate 2010: l' iPhone e l'iPad. Oppure di un mito di sempre: il Range Rover. Raccolte punti con premi a scelta tra prodotti hi-tech, per lo sport e il tempo libero. E ancora, buoni sconto e promozioni per viaggi e vacanze. Sono tutti i regali associati ai conti correnti. E per portarli a casa (a volte) non serve nemmeno essere clienti della banca. Ecco le ultime novità. Ma attenzione alla data di scadenza. E alla privacy...
– Le News di Of
libero

Barclays: noi i conti li facciamo cosìŠ
Conto Sostenibile, l'ultimo nato in casa Barclays Bank, ha un tasso creditore al 3% lordo, in promozione fino a fine anno, tra le offerte più alte sul mercato. Ma la novità è che il conto rimborsa il 3% delle utenze domestiche domiciliate con buoni carburante. Pietro D'Anzi, General Manager Retail Barclays GRB Italia spiega a Of come funziona il nuovo prodotto. E fa il punto sulla situazione del mercato dall'entrata in vigore del nuovo Isc
– Le News di Of
libero

'Zero costi per tutti'. La prima mossa di Ing nella nuova guerra dei conti
Zero costi. E per tutti i 6 profili previsti da Banca d'Italia: i giovani, le famiglie o i pensionati con operatività, bassa, media o elevata', sottolinea Bernd Geilen, General Manager di Ing Direct Italia. Che in questa intervista esclusiva a Of, spiega come sta andando il gruppo olandese e le sue nuove strategie. E rivela che non c'è solo il conto corrente, ma nell'attuale fase di incertezza dei mercati Ing propone
– Le News di Of
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Conti correnti. Ora sì che si può sapere quanto costano (forse)
Come funziona il nuovo sistema per calcolare l'effettivo costo dei conti correnti in arrivo a fine giugno 2010? Come sta andando l'operato dell'Arbitro Bancario Finanziario, al suo sesto mese di attività? Of-Osservatorio finanziario ha chiesto a Fabio Picciolini, Segretario Nazionale Adiconsum, di fare il punto della situazione
– Le News di Of
libero
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INCHIESTE

Viaggio nelle Regioni: ecco come spendono e quanto ci costano. Dalla burocrazia alle invalidità, chi spreca di più. I conti del federalismo
Nelle cronache di allora non c'è traccia, ma alla metà degli anni Ottanta, nella riviera ligure di Ponente, deve essere accaduto qualcosa di veramente terribile. La gente ha cominciato a cadere improvvisamente dalle scale, a diventare cieca di colpo e, da un momento all'altro, a non sentire più neanche le campane delle chiese. Un'epidemia di invalidità. Oggi, a Ventimiglia alta e nei piccoli paesini dell'entroterra, come Calvo, Trucco, Bevera, un abitante su quattro riceve una pensione o un'indennità dallo Stato. Proiettando la Liguria ad un certamente poco invidiabile primato tra le Regioni del Nord. Il 3,7% dei liguri, per l'esattezza 79.158 cittadini, risultano assistiti dall'Inps come invalidi. Ben oltre la media nazionale, che è del 3,3% e di per sé è già altissima, essendo il doppio della Germania e della Francia. Lo stesso fenomeno, l'esplosione delle invalidità, si era abbattuto, qualche anno prima, sulla ricca Umbria. La ragione può essere diversa. Quella è terra di santi e di miracoli, ma il risultato non cambia: il 4,6% della popolazione riceve l'assegno. In Toscana, a due passi, la percentuale non arriva al 3,3%, nel Lazio è pari a quasi la metà, il 2,8%. In Trentino alto Adige, l'anno scorso, è stata concessa solo una, dicasi una, nuova pensione di invalidità. Possibile? Ed è sicuro che non esistano le Regioni virtuose, come sostengono i governatori che rifiutano, compatti, i tagli proposti dal governo? Che gli sprechi esistano solo nei ministeri? I bilanci delle Regioni raccontano altro. Parlano di un'Italia divisa in due, di un paese dove il peso della burocrazia può essere in un posto dieci volte più pesante che in un altro, di amministrazioni che funzionano bene e costano poco ai cittadini, e di apparati elefantiaci con dipendenti pagati a peso d'oro
– Corriere della Sera
libero

Tremonti spiega perché il federalismo fiscale conviene, Bossi promette quello municipale
'L'evoluzione del sistema di finanza pubblica italiana si presenta come un albero storto'. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, illustrando in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri la relazione sul federalismo fiscale, approvata dal governo. Tremonti cita 'due passaggi fondamentali: la quasi totale centralizzazione della finanza pubblica, fatta al principio degli anni '70 e il decentramento-federalismo introdotto tra il 1997 e il 2001'. Poi rileva che 'è così che l'albero è cresciuto storto'. 'La finanza derivata - ha detto Tremonti - non sta in piedi. È basata sull'idea che l'Iva sia un bancomat. Non crediamo che corrisponda più a quello che serve al paese'. Tremonti ha detto che è 'fondamentale passare dal sistema dei costi standard che premiano gli inefficienti a un sistema di fabbisogni definiti in termini oggettivi senza penalizzare nessuno. Lo standard deve essere ricostruito in base alle pratiche migliori'
– Il Sole 24 Ore
libero

Crollano le spese per gli investimenti fissi. Per l'Istat è 'il dato peggiore dal 1993'
Gli investimenti fissi lordi hanno registrato nel 2009 una diminuzione del 12,1% in termini reali, accentuando la fase di contrazione iniziata nel 2008 (-4%). Lo rende noto l'Istat precisando che si tratta di un livello paragonabile solo al calo registrato durante la precedente crisi del 1993, quando si raggiunse un -11,5%. La diminuzione della spesa in beni capitali nel 2008 e nel 2009 ha interessato tutti i settori dell'economia. Gli investimenti fissi lordi del settore industriale sono diminuiti nel 2009 del 14,9% rispetto all'anno precedente, dopo un calo del 4,1% nel 2008 (+4,9 per cento nel 2007)
– Il Sole 24 Ore
libero

Pub, agriturismo, palestre ecco i furbetti del non profit
IL meglio di sé lo danno nella descrizione dell'oggetto sociale. "L'associazione ha come scopo la organizzazione del tempo libero dei propri associati, attraverso l'offerta di una vasta gamma di giochi audiovisivi, quali videogames e biliardi, calcetti ecc, in un ambiente teso a stimolare la civile convivenza ed al rapporto tra i soci", scrive per esempio il gestore di una sala giochi di Catania. Un bar di Torino, invece, persegue "la formazione psicofisica e morale dell'uomo". Altisonanti anche i nomi che si danno: molti night club e privé italiani fanno capo, per esempio, alla Federazione italiana per la tutela dei diritti e delle libertà, sintetizzato in Federsex. Che tra i cinque buoni motivi che propone per raccogliere le adesioni di chi vuole "aprire un locale alternativo", inserisce anche la "certificazione per la somministrazione di bevande e alcolici"
– la Repubblica
libero

Le porte aperte degli Usa 100 milioni di nuovi americani
Nel preparare il discorso alla nazione che farà oggi, affrontando il tema esplosivo dell'immigrazione, Barack Obama si è studiato più volte queste cifre. Le proiezioni dello U. S. Census Bureau possono dare le vertigini. Secondo i demografi del censimento federale entro quarant'anni la popolazione degli Stati Uniti sarà aumentata fino a situarsi tra 422 e 458 milioni, dai 300 di oggi. Le stime più prudenti, dell'Onu, indicano 404 milioni nel 2050. Anche nell'ipotesi minima, cento milioni di persone in più. Un aumento di un terzo rispetto all'America di oggi. In proporzione, bisogna immaginare l'Italia cresciuta di 18 milioni in poco più di una generazione. E quasi tutto dovuto all'ingresso di stranieri, più il tasso di natalità elevato delle minoranze etniche già residenti. Si capisce che anche in America il "partito della paura" sia diventato un problema serio per il presidente, con i referendum anti-immigrati dall'Arizona al Nebraska. Ma dalla settimana scorsa quello schieramento non è più il solo in campo. "Agli immigranti del mondo intero che hanno spirito d'iniziativa, noi dobbiamo dire: venite in America, vi accoglieremo a braccia aperte". Sono le parole di Michael Bloomberg, il sindaco di New York che il 24 giugno ha lanciato la sua iniziativa pro-immigrati: Partnership for a New American Economy
di Federico Rampini
– la Repubblica
libero

Guadagnare con lo smog. I diritti sulle emissioni di carbonio sono un asset difficile ma potenzialmente molto remunerativo. Soprattutto per le merchant bank
In pratica si tratta di commercializzare come un normale asset di investimento i permessi di inquinamento concessi dal programma sui cambiamenti climatici elaborato dalle Nazioni unite per controllare l'effetto serra e il surriscaldamento del pianeta. Ad ogni Paese e alle aziende di maggiori dimensioni l'Onu ha assegnato una quota di biossido di carbonio che può liberare nell'aria. Se però riescono a inquinare meno del previsto, la quota in più può essere rivenduta ad altri soggetti. Per chi entra in questo mercato il lavoro è quello di acquistare diritti su determinate quantità di emissioni di carbonio e rivenderle al miglior offerente che può essere un'azienda (energetica o di altro tipo), un Paese o un'istituzione finanziaria che poi, magari a sua volta la rivenderà
– Morningstar
libero
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COMMENTI

Produttività e declino
Sarà forse il caso di riflettere bene sui dati appena diffusi dall'Istat sul crollo degli investimenti, perché hanno implicazioni politiche di non piccolo rilievo. Si può certo dire che, visto che siamo in mezzo alla più grave crisi mondiale dopo quella degli anni '30, e visto che una delle sue caratteristiche è stato il prosciuganento del credito alle imprese, questo crollo è, se non "normale", almeno comprensibile. Ma la riflessione non può finire qui, in un paese dove da anni si discute di produttività stagnante e di "declino". Che la produttività in Italia non cresca da oltre un decennio è un fatto. Ma sul perché questo accada non ci sono spiegazioni semplici e nemmeno risposte univoche. Si tratta di un problema estremamente complesso, a partire dalla sua misurazione sulla cui precisione sono stati spesso avanzati dei dubbi
di Carlo Clericetti
– la Repubblica
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l' Immorale Evasione che Lascia le Imprese senza Capitali
Ieri il Corriere ha dato notizia dell' avvio degli accertamenti tributari sui 7000 nomi di italiani contenuti nella 'lista Falciani', così detta dal nome del bancario che ha trafugato interi file dalla banca Hsbc e li ha messi a disposizione del fisco di vari Paesi europei. Secondo l' articolo, sono in arrivo tempi duri per gli evasori che si ritenevano protetti dagli impenetrabili muri del segreto bancario. Certo, in questi giorni in tanti tremeranno al pensiero che i segugi di Tremonti mettano il naso nelle loro ricchezze, sostenendo trattarsi di evasione delle imposte ed esigendo le imposte medesime, più arretrati, sanzioni, interessi etc. Ci conforta però il sapere che ci sono altri cittadini, il cui nome pure compare nella lista Falciani, che possono invece dormire sonni tranquilli. Sono coloro che hanno avuto la preveggenza di aderire al cosiddetto 'scudo fiscale', cioè all' ennesimo condono - o meglio, all' ennesima amnistia travestita da condono - versando il 5% della somma detenuta all' estero e non dichiarata al fisco italiano. Questi signori non solo hanno versato, quindi, un decimo circa di quanto avrebbero dovuto pagare come imposta sul reddito, ma lo hanno fatto in modo anonimo
di Salvatore Bragantini
– Corriere della Sera
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FINANZA INTERNAZIONALE

Mediaset Announces New Price Cuts
Mediaset SpA escalated a price war with News Corp. Thursday, announcing new price cuts aimed at luring more subscribers. Speaking at the presentation of the Italian commercial broadcaster's autumn programming schedule, Vice Chairman Pier Silvio Berlusconi‹the son of Mediaset owner and Italian Prime Minister Silvio Berlusconi‹said he expects first-half results to be "substantially better than the previous year," ...
– The Wall Street Journal
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The 'Opposite Twins' Clash Over the Future of Europe
Shortly after Nicolas Sarkozy was elected French president in 2007, he met German leader Angela Merkel at an aircraft factory in Toulouse to resolve a Franco-German spat over who should run Airbus, the European plane maker. Mr. Sarkozy joked that he and Ms. Merkel would make a good management team. "You could look after the details," he said, according to people present. Ms. Merkel responded with a quip of her own: "And you could look after marketing." The encounter set the tenor for what both sides acknowledge has been a rocky relationship between the leaders of the European Union's dominant powers. Europe's debt crisis is exacerbating the tension, as the indefatigable French president's grand designs have run into the austere chancellor's doubts about the small print
– The Wall Street Journal
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Euro-Zone Banks Shift Funds
Euro-zone banks have rolled almost all of the ¤442 billion ($541 billion) in one-year central-bank funds maturing on Thursday over into shorter-term agreements, indicating that the European Central Bank can only exit slowly from its extensive support measures. Banks split their bets on their own future liquidity needs between a six-day agreement with the ECB issued Thursday, a 91-day tender Wednesday and a one-week tender offered Tuesday as a result of the one-year funds coming due, taking out a total of ¤403 billion
– The Wall Street Journal
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EU Hits a Stress-Test Hurdle. German Official Says Banks Don't Have to Come Clean; 'No Further Skeletons'?
The European Union has hit a potential obstacle in its effort to force banks to come clean about their problems, as a German central banker said that regulators can't force banks to comply with demands for full transparency. Some of the banks had dug in their heels and maintained their legal right against publishing confidential data that would show clearly whether a bank is properly capitalized and doesn't pose a threat to the rest of the financial system. Such a right is enshrined both in German and European banking law, giving banks the ability to frustrate the ambitions of EU ...
– The Wall Street Journal
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Don't Call It A Credit Crunch Yet. For more than a year, big corporations looked immune from tight lending. Not anymore
Week after week of ominous economic news has rattled credit markets and grounded corporate debt sales. Corporate borrowers in the U.S. sold a mere $252 billion in bonds during the first six months of the year, according to data provider Dealogic. That marks the lowest tally since the second half of 2008, when corporations raised $252 billion from bond buyers through the darkest months of the financial crisis. Dealogic's data, released on Thursday, show that rising anxiety over the U.S. economy and Europe's debt crisis has hit sales of the riskiest corporate bonds. Corporations with the weakest credit ratings issued $7.9 billion in June and $6.9 billion in May
– Forbes
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Investing In Bonds Of Low-Debt Nations
Where are you going to hide from the next debt bomb? Assuming there's a safe haven anywhere, it's likely to be in countries not hocked up to precarious levels. That's the view of David Rolley, global investment strategist for Loomis Sayles, a $145 billion money manager, and comanager of its Global Bond Fund. Rolley is a 58-year-old economist who worked at Drexel Burnham Lambert until it blew up and knows how badly events can unfold for bond investors. These days he's shunning "core" countries, by which he means those with big economies and big debts, like the U.S., Japan and the U.K. The spending cuts and tax hikes they will be forced to impose will impair growth and enfeeble currencies. By contrast, countries on the periphery have smaller deficits and less drag. "Clients don't ask, 'Is China safe? Is Brazil safe?' They ask, 'Is Italy solvent?'" says Rolley. The short answer: Don't buy Italian government bonds; consider buying bonds from Brazil or Canada instead
– Forbes
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